PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO
Programma del 1 maggio 2008.
Partenza da Campi ore 05.00- Arrivo in zona ora pranzo.
Dal paese di Petina seguiamo la strada asfaltata per S.Angelo a Fasanella per 7,5 Km fino ad una curva dove a destra si stacca una sterrata indicata da numerosi cartelli.
Dal bivio la strada percorre con una serie di saliscendi il vallone boscoso dov’è la fonte della Pila. Una salita più ripida e un tratto con il fondo in cemento portano a una selletta (1275 m, 0,30 ore) tra la Ripa Lunga e la Ripa Alata, ai piedi quindi delle Torri di Petina. La prima si sale per un sentierino che inizia dalla selletta e supera un filo spinato: dalla cima si gode un perfetto colpo d’occhio sull’elegante vetta del Figliolo. Un altro sentiero obliquo verso destra porta alla Ripa Alata. Per salire al Figliolo si segue per qualche minuto la sterrata, che prosegue in salita, fin dove si stacca sulla destra il vecchio sentiero per Petina, indicato da frecce rosse. Lo si lascia quasi subito per dirigersi verso destra per tracce e usciamo dal bosco su un cocuzzolo roccioso proprio di fronte alla torre. Si scende a una selletta,si sale tra gli ultimi faggi, poi si sale in un canalino roccioso (un passaggio di secondo grado) alla fine del quale pochi metri verso destra portano in cima.
Tornati sulla sterrata si raggiunge l’idilliaco pianoro in località Ferrari. Si va a destra ad un bivio e poi a sinistra a un secondo. Altri 2 Km portano a un ennesimo bivio, nei pressi del poco visibile Pozzo Pedata della Lepre. Si prosegue sulla sterrata che traversa un altro pianoro erboso e sale poi ripida nel bosco. Lasciata una deviazione a sinistra, si continua a saliscendi, passando sotto agli speroni calcarei degli Scanni, fino alla copiosa Fonte del Lauro Fuso che la strada lascia sulla sinistra. La sterrata, via via più dissestata, continua a saliscendi e poi entra in un bel vallone ai piedi delle rocce dell’Alburno.Toccata la fangosa Fonte dei Cavalieri la pista finisce. Un sentiero sale in breve al Varco dei Cavalieri (1490 m.) dov’è una recinzione. Appena al di là di questa ci si affaccia sulla impressionante parete Est del Braccio dell’Alburno.
Riattraversata la recinzione, la si costeggia in salita fino a un secondo balcone naturale sulla parete del Braccio. Ci si sposta qualche metro a sinistra per evitare le rocce e si sale per un sentiero nella faggeta. Dopo una traversata a destra il percorso sale in un ripido canalone boscoso e poi traversa ancora a destra fino a dei pendii sassosi non lontani dalla vetta del Braccio. A sinistra, superando facilissime rocce, si torna a uno spiazzo nel bosco dove un sentierino, sempre a sinistra, porta al limite della faggeta (1620 m.). L’ultimo tratto è per la larga cresta di rocce ed erba percorsa da incerte tracce di sentiero. Dopo un tratto piuttosto aereo (impressionante il canalone che si inabissa sul versante di Petina) si raggiungono l’anticima e la vetta (1742 m.). Per il ritorno si ripercorre il percorso d’andata.
Dislivello 500 m. Tempo 4 ore.
Il giro delle Grotte inizia con una piccola ma suggestiva traversata in barca sulle acque verdi del fiume sotterraneo. Seguendo un percorso ben delimitato da corde sospese, la guida traghetta l’imbarcazione per circa 200 m. verso il cuore del monte da dove si diramano i vari percorsi.
Il più breve è di circa 1,5 Km e dura 40 minuti, non include la visita alla Sala delle Meraviglie e il ritorno attraverso il Ramo dei Pipistrelli, e riporta indietro i turisti rifacendo la traversata in barca.
Il secondo è lungo circa 2,5 Km, dura un ora, e prevede l’uscita a piedi attraverso il Ramo dei Pipistrelli fino alla balconata che affaccia sul fiume. A seguire ci trasferiremo a Padula per visitare La Certosa di San Lorenzo, uno dei monasteri più grandi del mondo e tra quelli di maggiore interesse in Europa per la sua magnificenza architettonica e ricchezza di tesori artistici.
Programma del 2 maggio: Traversata del monte Cervati.
PROGRAMMA CAMMINATORI
Da Sanza si segue la strada per Rofrano e Vallo della Lucania. Superata una grossa cappella (Posto della Madonna) si imbocca una sterrata al cui inizio sono una croce e un cartello “Via Madonna della Neve”. Ci si inoltra per un breve tratto nel Vallone Secco e quando la strada piega a destra si continua sull’antico tracciato sulla sinistra orografica del Vallone. Il percorso alterna ripidi strappi a tratti più dolci. Raggiunta la confluenza da destra della Valle Cognola nel Vallone Secco (681 m.) si sale accanto al fondovalle. Alcune svolte portano a riattraversare (850 m., 1 ora) il torrente.
Una faticosa salita dominata dalle rocce della Rupe Cardonito, poi un tratto nel bosco portano al valico della Collata la Gorla (1366 m. 1,30 ore), al margine dei Campi di Monte Arsano. Qui il sentiero piega a sinistra , sale ad una croce (1491 m.) e poi traversa quasi in piano a sinistra. Toccando la Fontana del Prete (1585 m.) e la Fontana Fredda (1632 m.) si entra nel Campo delle Chianolle, dove è possibile raggiungere a destra il vicino Rifugio di Monte Cervati (1597 m. 0.45 ore)Il sentiero affronta l’ultimo ripido strappo sui pendii di Chiaia Amara e poi , da una selletta con croce (1844 m., 0.45 ore) ore si affaccia sul paesaggio carsico della sommità della montagna. Qui lo si lascia, si aggira una dolina e si sale in breve alla cresta e alla vetta del Cervati (1898 m.. 0.15 ore). La discesa verso Monte San Giacomo richiede ancora 2 ore e mezzo.
Dislivello 1330 m.
PROGRAMMA TURISTICO: GOLFO DI POLICASTRO.
Partendo da Scario visiteremo tutto il golfo di Policastro con sosta a Sapri e, a conclusione, visita alla stupenda Maratea con il suo famoso “Cristo”. Il rientro lo si effettua passando da Lagonegro.
Programma del 3 maggio : Costa degli Infreschi.
Da Marina di Camerota si segue la strada per Lentiscosa e Sapri. Lasciata a destra la strada asfaltata per la spiaggia. Si imbocca di fronte all’ultimo camping una ripida strada asfaltata che sale a destra a una zona di ville. La strada ridiscende, lascia a destra un paio di diramazioni e raggiunge le ultime costruzioni (2 km dal centro). Si segue la ripida strada asfaltata di sinistra, che poi diventa pianeggiante e sterrata. Da una curva a sinistra, pochi metri in un campo a destra portano ad affacciarsi sulla bellissima Cala Fortuna. Poi la strada sale nettamente, e ne raggiunge un’altra orizzontale e più sconnessa, la si segue a destra aggirando il profondo vallone che scende a Cala Fortuna e raggiungendo poi un altopiano alla cui destra sono le costruzioni del Monte di Luna. In discesa si costeggiano gli ultimi recinti e si raggiunge la fine della strada. Un sentiero a larghi tornanti porta al fondo del Vallone Viamonte. Sul retro, verso destra, si arriva in breve a Cala Pozzallo.
Si riparte a destra in salita per un altro tracciato che sale nella macchia fini a un largo valico. Si scende al di là per un sentiero rettilineo che lascia a destra delle erosioni rossastre oltre le quali è un casale in rovina vicinissimo a Cala Bianca.
Qui, a sinistra, è possibile salire alla bella Grotta degli Iscolelli. Circa 200 m. dopo le erosioni occorre imboccare a destra un altro sentiero che torna indietro in discesa, raggiunge un filo spinato oltre il quale è la bella spiaggia ghiaiosa di Cala Bianca.
Si riparte per un sentiero a destra del fosso che sbuca alla Cala, da un muretto si sale a destra per evidente sentiero che porta a una casa a valle della quale è un vigneto e che una teleferica collega al crinale sovrastante. Si va a sinistra, per un altro largo sentiero, fino a un gruppo di case contadine oltre le quali si scende al Porto degli Infreschi. Al ritorno conviene tenersi più vicini alla costa; si toccano così i ruderi della Torre degli Infreschi, il Semaforo con la vicina Torre degli Iscolelli e infine la Torre di Cala Bianca per poi ridiscendere a Cala Bianca e tornare a Marina di Camerota .
PROGRAMMA TURISTICO
Visita di Camerota, Marina di Camerota e Palinuro.
Programma del 4 Maggio
Partenza da Casalbuono alle ore 08.00
Visita di Paestum di un paio d’ore per poi proseguire per la Reggia di Caserta tappa finale di 4 giorni vissuti intensamente.